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Intervista del Mese

Nebulizzazione

Intervista al prof. Carlo Capristo

Prof. Carlo Capristo

Direttore Unità Operativa Semplice Dipartimentale di Neonatologia e docente dell’Università degli studi della Campania Luigi Vanvitelli

Forse non tutti sanno che…

Il primo dispositivo appositamente studiato per una terapia inalatoria viene attribuito al padre della medicina Ippocrate e consisteva in un piccolo vaso con una pipa attraverso cui potevano essere inalati i vapori.

In cosa consiste la tecnica della nebulizzazione e per quali patologie è indicata?

L’aerosolterapia consiste nella somministrazione per via inalatoria di farmaci a scopo terapeutico che viene effettuata tramite l’erogazione di un aerosol. L’aerosol è una sospensione di fini particelle solide o goccioline liquide nell’aria o in un altro gas.
Un aspetto da considerare è che l’apparato respiratorio è programmato per evitare che particelle anche di piccole dimensioni passino all’interno dell’apparato respiratorio per cui le tecniche di somministrazione dei farmaci devono per forza di cose superare questo ostacolo. I device utilizzati per l’erogazione devono avere la caratteristica di somministrare farmaci con una massa di dimensioni ben precise.
Bisogna sapere che se il farmaco che esce dall’ampolla del nebulizzatore ha un diametro non inferiore a 5 micron difficilmente arriverà nelle basse vie aeree e si fermerà invece a livello delle alte vie. Non è un caso che si preferisca utilizzare farmaci veicolati da particelle di diametro maggiore, per esempio di 20 micron, per curare malattie delle alte vie respiratorie. Viceversa, per trattare l’albero bronchiale e le basse vie respiratorie l’ideale è che il farmaco sia trasportato da particelle con un diametro che va dai 2 ai 5 micron.

In età pediatrica le patologie in cui è maggiormente indicata la tecnica della nebulizzazione sono chiaramente quelle delle vie respiratorie, sia delle alte vie quali la rinite, la sinusite, la laringite e la trachite, sia delle basse vie respiratorie. Abbiamo quindi la possibilità di trattare pazienti con broncodisplasia, i bambini prematuri, i pazienti con bronchite, bronchiolite, broncospasmo ricorrente fino ad arrivare a quella che in età pediatrica è la principale patologia curata con la terapia inalatoria, l’asma bronchiale.

Quali sono i vantaggi di questa modalità di somministrazione delle terapie?

L’aerosolterapia ha il grandissimo vantaggio di consentire la somministrazione del farmaco, anche in quantità importanti, in un determinato distretto e questo permette di ottenere un effetto terapeutico maggiore e con dosi minori rispetto alla terapia sistemica perchè si tratta direttamente il distretto sede di patologia. Un altro vantaggio dell’aerosolterapia è sicuramente la rapidità d’azione, nel caso per esempio di un attacco di asma, la somministrazione di un beta2 stimolante per via inalatoria consente di ottenere l’effetto in un minuto, un minuto e mezzo, molto più rapidamente cioè dei ben oltre dieci minuti che occorrerebbero con la somministrazione orale che di fatto non viene più utilizzata.

Quali azioni intraprendere per effettuare la terapia con la massima efficacia?

La cosa più importante da fare per massimizzare l’efficacia della terapia è spiegare bene al paziente come eseguire la terapia inalatoria perché la maggior parte dei fallimenti sono dovuti al fatto che il paziente non la fa o, se la fa, la fa male. Spiegare bene vuol dire mostrare al paziente i vari device, fargli capire come deve essere usato il device, ma anche le corrette modalità di manutenzione del device come, ad esempio, nel caso del nebulizzatore l’importanza di seguire opportune regole di pulizia per ampolla o accessori. Bisogna spiegare quali farmaci vanno messi all’interno dell’ampolla e soprattutto come va posizionata l’ampolla vicino al viso del paziente e come il paziente deve respirare mentre effettua la terapia.  Tutto questo è più facile da ottenere in un paziente adulto, mentre è spesso più complesso nel caso dei bambini che nella maggior parte dei casi piangono e non vogliono sottoporsi alla terapia.

Bisogna anche spiegare qual è la corretta durata della terapia aerosolica perché a volte viene fatta per pochi minuti e viene sospesa prima che tutto il farmaco sia stato erogato; in altre circostanze viene fatta molto più a lungo e anche questo è sbagliato perché il paziente si annoia e finisce con l’abbandonare la terapia.  

In un momento come questo caratterizzato dell’emergenza COVID-19 ha delle raccomandazioni da fare rispetto alle terapie inalatorie?

In questo momento, soprattutto per quanto riguarda le malattie croniche polmonari in età pediatrica, la cosa più importante è tenere la malattia sotto controllo. Mi riferisco in particolare ai bambini asmatici.
Sappiamo che il cardine della terapia dei pazienti asmatici è rappresentata dal corticosteroide per via inalatoria; ebbene, bisogna ribadire che è fondamentale che la terapia venga proseguita in maniera corretta. Perché, anche se è vero che la malattia Covid-19 nel bambino piccolo non ha una clinica eclatante, la presenza di una malattia cronica come l’asma, almeno così è stato dimostrato negli adulti, può esporre a un decorso più severo della malattia.
Avere quindi un buon controllo dell’asma è fondamentale e per ottenerlo è necessario continuare le terapie, vale a dire continuare con gli steroidi per aerosolterapia mediante l’utilizzo degli pMDI (spray predosati) più distanziatori e attraverso la nebulizzazione. 

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