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Speciale COVID-19: Intervista del Mese

Gola infiammata, tosse, respiro corto e febbre

Intervista al Prof. Giorgio Piacentini

Prof. Giorgio Piacentini

Professore Ordinario di Pediatria, Università di Verona, Direttore UOC di Pediatria, AOUI di Verona-Direttore Scuola di Specializzazione in Pediatria, Università di Verona e Presidente SIMRI (Società Italiana per le Malattie Respiratorie Infantili).

Chi soffre di asma, di bronchite, di polmonite è a maggior rischio di contagio? Il Covid-19 può interferire e a che livello con queste patologie? le linee guida gina (Global Initiative on Asthma) cosa raccomandano per chi soffre d’asma? La terapia da seguire a casa cambia?

Allo stato attuale delle conoscenze, i bambini, hanno un rischio molto più basso rispetto agli adulti di ammalarsi con il COVID-19 e di avere infezioni gravi. 

A quanto finora noto anche i bambini con asma non presentano fattori di rischio importanti e non sembra che il COVID-19 sia un fattore scatenante per un episodio acuto di asma. Ciò nonostante, indipendentemente dalla pandemia da COVID-19, l’asma è caratterizzata da crisi da lievi a moderate, spesso scatenate da fattori infettivi e/o allergici, e la terapia con steroidi per via inalatoria, se già in atto, non va interrotta a causa della possibile infezione da COVID-19.

Come possiamo distinguere i sintomi? Se La tosse è secca o grassa come dobbiamo comportarci? La febbre è un sintomo che ci deve mettere in allarme?

Da quanto visto fino ad oggi, soprattutto nell’adulto, la manifestazione da COVID-19, sono caratterizzate soprattutto da tosse secca.

Per questo, può essere difficile distinguere questa forma dalla tosse che si riscontra nel corso di episodi di broncospasmo, anch’essa secca e persistente in molti casi.

Un possibile criterio di differenziazione potrebbe essere proprio la febbre, normalmente non caratteristica delle forme allergiche.

Inoltre, l’allergia spesso si manifesta anche con prurito a naso e occhi, spesso esteso anche alle strutture limitrofe dell’orofaringe e con rinorrea trasparente. Tutti questi sintomi possono aiutare ad orientarsi tra le diverse forme.

I bambini sembrano essere meno coinvolti dal contagio e reagiscono meglio, perché? esiste un’ età a maggior rischio?

Al momento non esiste una risposta univoca a questa domanda.

Ci sono ipotesi che chiamano in causa la diversa espressione di recettori a livello delle cellule alveolari nei bambini rispetto agli adulti oppure alla diversa capacità di risposta del sistema immunitario del bambino.

A questo riguardo sono state ipotizzate diverse possibilità, che chiamano in causa sia i meccanismi di immunità cosiddetta “innata”, quella cioè che ci difende da microorganismi che non abbiamo ancora avuto modo di conoscere e combattere, sia quella “acquisita”, e cioè la risposta anticorpale che il nostro organismo organizza quando incontra un patogeno.

Tra le altre ipotesi è stato considerato anche un vantaggio del sistema immunitario del bambino nella risposta a questo virus grazie agli stimoli delle ripetute vaccinazioni e alle frequenti infezioni virali in genere che si hanno in età pediatrica.

I sintomi di patologie delle basse vie respiratorie sono i medesimi negli adulti e nei bambini o ci sono segnali distintivi da saper riconoscere?

I sintomi a carico delle basse vie aeree presenti nell’individuo adulto vanno comunque considerati anche per l’età pediatrica, anche se non è detto che vi sia una corrispondenza completa e, fortunatamente, al momento sembrerebbero essere di entità ridotta rispetto all’adulto.

In ogni caso si deve considerare che nel bambino sono, fortunatamente, ancora troppo piccoli i numeri per avere delle chiare indicazioni riguardo ai sintomi esclusivi dell’infezione da COVID-19 e per questo dovrebbero essere valutate con molta attenzione e prudenza nella diagnosi differenziale anche situazioni cliniche non del tutto suggestive in relazione a quanto osservato nell’adulto, qualora queste situazioni non trovino risposte eziopatologiche consuete per l’età pediatrica.

Nei bambini di età inferiore ad un anno che sono esposti al rischio di bronchiolite, come si possono riconoscere i sintomi senza confonderli con il covid-19 e, nel caso di manifestazioni, cosa bisogna fare? Quali norme igieniche aggiuntive devono essere messe in atto verso i bambini?

Il bambino in età inferiore all’anno è particolarmente delicato per ogni problematica di salute che possa manifestare.

In particolare, essendo il Covid-19 una situazione caratterizzata soprattutto da sintomi respiratori, anche se nel bambino si è visto non essere esclusivamente limitato tale apparato, è evidente che patologie come la bronchiolite possono mettere in seria difficoltà il pediatra impegnato nella diagnosi differenziale. In questi casi solo una stretta e attenta osservazione di diversi segni e sintomi che si possono manifestare nei singoli casi può aiutare il curante a prendere le corrette decisioni di gestione clinica, compresa quella di effettuare un test diagnostico specifico, il cosiddetto tampone.

Per le famiglie con i bambini piccoli vale senz’altro la raccomandazione di osservare con il massimo scrupolo tutte le misure indicate dalle autorità sulla prevenzione e diffusione dell’infezione, evitando in particolare contatti con figure esterne al nucleo familiare se non per cause di assoluta necessità, come ad esempio una visita pediatrica urgente.

I numeri da chiamare

Per segnalare sintomi e contatto con persone a rischio chiamare il numero 1500 o il 112 (livello nazionale).

Per i numeri verde territoriali si rimanda a questa pagina: NUMERI UTILI REGIONALI

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